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Prova Barca: Sun Kiss 47

da Aurélie Renier

Nel mondo dei cantieri nautici specializzati nella costruzione di imbarcazioni da diporto, non è un segreto per nessuno che la qualità della costruzione, degli allestimenti interni e delle finiture evolve. Se la qualità di scafi e ponti non ha fatto che migliorare negli anni, lo stesso non vale necessariamente per gli interni. Il Jeanneau Sun Kiss 47 è un bellissimo esempio di barca a vela degli anni ’80 su cui gli allestimenti interni prendevano di più dall’ebanisteria tradizionale che dall’assemblaggio di kit e di pannelli industriali.

Quando il mio amico Eric mi ha proposto di fare un giro verso Houat ed Hoëdic, sul Jeanneau Sun Kiss 47 di proprietà di suo padre, Marc Gélébart, non mi sono fatto pregare!

Realizzato in 315 esemplari tra il 1983 e il 1989, su progetto di Philippe Briand, il Sun Kiss era il grande cruiser di riferimento dell’epoca. Lo scafo in fibra di vetro, rinforzato da strati di tessuto in fibra aramidica (più nota con il nome di Kevlar) lo rende una barca solida, tagliata per la navigazione al largo.

Quanto è bello questo Sun Kiss 47

In questa mattina di aprile a Folleux, c’è della bruma. Non si distinguono bene tutte le barche che ondeggiano sul loro corpo morto… Ma ce n’è una che risalta con il suo scafo bianco e blu e i suoi due stralli, è la Birdie, il Sun Kiss 47 che ci attende sulla Vilaine.

Dal punto in cui mi trovo, vedo bene il suo bordo profondo e mi rendo conto delle dimensioni (lunghezza 14,45 m) e soprattutto della larghezza (4,50 m) di questo modello. È una grossa pupa, ma di sicuro la cosa non mi dispiace!

Un grande pozzetto e spazio ovunque!

Raggiungiamo l’imbarcazione con la prama del porto e saliamo facilmente a bordo dal bordo posteriore. Quest’ultimo, senza offrire lo spazio delle barche a vela odierne dal baglio massimo arretrato, garantisce spazio a sufficienza per fare il bagno o per accedere all’annesso. Due scalini conducono al pozzetto aggirando il paterazzo.

Il grande timone a ruota ne occupa il centro e occorre passare sui sedili per accedere alla parte anteriore del pozzetto, che si allarga notevolmente. Il tavolo pieghevole è montato contro la consolle di navigazione che accoglie la bussola e tutta la strumentazione.

Sotto il pagliolo del pozzetto troviamo l’alloggiamento motore, enorme, che può facilmente accogliere un dissalatore e un generatore.

I passavanti sono ampi, si accede facilmente a prua. Due stralli, due vele di prua, di cui un trinchetto, è veramente pratico.

La presa di terzarolo sui genoa su avvolgifiocco non vale un granché, il punto di scotta sale troppo in alto!

Il prendisole anteriore è l’ideale per prendere la tintarella, anche perché l’imbarcazione dispone di una gru per l’annesso. All’estrema prua troviamo la cambusa, accessibile dal ponte, e il musone sulla cui concezione qualcuno sostiene che favorisca il bloccaggio della catena tra verricello e pignone.

Di ritorno al pozzetto prima di imboccare la scaletta, attraverso il binario della scotta della randa. Un binario della scotta montato nel pozzetto, è segno di una barca che avanza!

Interni di ebanisteria!

Imbocco la scaletta piuttosto stretta per entrare in uno spazio alquanto sorprendente rispetto ai prodotti della concorrenza. La luce cade da ogni parte, dagli oblò superiori e dalla doppia fila degli oblò sullo scafo. L’altezza sotto baglio è notevole.

Ma ciò che colpisce realmente è la notevole qualità dell’ebanisteria sprigionata da tutto l’insieme. Il baglio trasversale massiccio crea un’atmosfera accogliente, in stile “casa di hobbit” con il suo effetto a travi ricurve. Gli armadietti e gli spazi di stivaggio sono onnipresenti e la qualità dei mobili è semplicemente stupefacente rispetto ad alcune produzioni tedesche molto più recenti. Troviamo una libreria, un bar e diversi begli armadietti disposti in maniera intelligente e realizzati in teak massiccio.

4 belle cabine!

Le due cabine poppiere, ben illuminate e ventilate dai loro due oblò dispongono di un lavandino e condividono un bagno (doccia e WC manuali). Avanzando a tribordo troneggia un autentico tavolo da carteggio. Uno vero, non uno di quei tavolini da iPad incapaci di contenere delle mappe cartacee che caratterizzano le imbarcazioni moderne! Qui hai a disposizione un vero spazio di navigazione, con una scrivania e tutti i comandi elettronici a portata di mano.

A tribordo, la cucina in lunghezza contiene numerosi armadietti e un frigorifero, un congelatore, un doppio lavandino e un fornello a tre fuochi. Nessun dubbio, questa barca è stata concepita per andare lontano.

Due parole sulle scaffalature e i pensili di tutti i tipi: restano saldamente chiusi in mare, i chiavistelli in bronzo sono solidi.

Il quadrato si trova a babordo, con le sedute confortevoli, la panca angolare e il grande tavolo. Più avanti, in questa versione “Team” (a 4 cabine), la prua dell’imbarcazione è occupata da due cabine.

Una cabina con una cuccetta doppia a babordo e una con cuccette a castello a tribordo.

Condividono un bagno con lavandino, doccia e WC.

Ovunque spazi di stivaggio e una qualità delle finiture dei mobili notevole. Infine, la punta a prua è occupata, subito dietro il musone, da una cambusa che funge anche da ripostiglio e da spazio di stoccaggio di materiali di ogni tipo.

Sotto coperta!

Questa imbarcazione, configurata per la navigazione al sole, dispone di un impianto da 12 V che comporta tre batterie: 1 per il motore e due da 200 Ah per i servizi.

La capacità può sembrare ridotta, ma questa imbarcazione monta diversi mezzi di ricarica:

> 500 W di pannelli fotovoltaici

> 500 W d’impianto eolico

> 1 alternatore da 120 A.

L’impianto permette di ripartire senza difficoltà i consumi giornalieri. Favorire la capacità di carico rispetto allo stivaggio è una scelta intelligente.

La discesa della Vilaine!

Una volta a bordo, non dovremmo intralciarci, in 3 su questa possente imbarcazione! Molliamo gli ormeggi e ci infiliamo nei meandri della Vilaine. Che meraviglia! Colline, belle case e porticcioli si susseguono prima di raggiungere Arzal e la sua chiusa piuttosto rapidamente. Bisogna dire che la barca dispone di una motorizzazione potente, 70 cavalli, ed è molto pratico: si va veloci e si manovra. A 2000 giri, raggiungiamo i 6 nodi per 3 L/H.

Arrivati ad Arzal, sembra un pollaio tanta è la ressa alla chiusa. Sebbene arrivati al centro del plotone, il guardiano della chiusa ci fa segno di entrare per primi. Privilegio! Ci troviamo a bordo di una grossa barca.

Rotta verso ovest!

Una volta lasciato il fiume, facciamo rotta a 240° verso l’isola di Houat. Un piccolo forza 4 ci spinge da nord ovest al traverso, a vele spiegate. Che bello timonare da in piedi questa grande barca. Il grande timone e il rovescio del timone profondo (da sorvegliare, alcune parti finiscono per girare a vuoto quando il rovescio del timone è molto delaminato) offrono un controllo morbido e un ritorno immediato. La barca tangheggia appena, anche quando molliamo un po’.

All’uscita dall’estuario ci sono un po’ di increspature, ma noi pesiamo probabilmente più di 14 tonnellate e la carena potente lavora tra le onde senza sollevarsi. Una volta inserito il pilota automatico, installato contro una solida balaustra posteriore do un’occhiata all’armo dormiente. Stralli, paterazzi e sartie sono tutti realizzati con lo stesso cavo di una buona dozzina di millimetri di diametro. Solidità!

Al traverso, con 12 nodi di vento, la barca tangheggia appena. Non è oggi che invieremo il trinchetto!

Abbattiamo un po’ mentre il vento rinforza, con 15 nodi di vento sottovento, superiamo spesso gli 8 nodi. Questa andatura è perfetta per questa barca dotata di un grande genoa con ampio recupero e il cui peso evita le imbardate. Avrei fatto bene a portarmi la sedia sdraio a bordo…

Con la cavalcata delle Valchirie come colonna sonora e un sorriso stampato in volto, è un piacere immenso timonare con l’onda questa grande barca a vela docile e sicura. Viriamo e ci ritroviamo di bolina e ci rendiamo conto, riprendendo le scotte, che stiamo navigando su una grande barca. In piedi sul roof per prendere il primo terzarolo, è un buon esercizio fisico! Questa è una barca che richiede uno skipper fisico per condurla a lungo da solo o a equipaggio ridotto. Le forze in gioco sono importanti e si sente, ma non è questo uno dei piaceri del condurre una grande barca a vela?

Archetipo di un grosso cruiser di un epoca ahimé tramontata, il Sun Kiss 47 è un buon affare per chi cerca una grande barca. Ben rifinito, spesso ben equipaggiato, versatile ed efficace, elegante e spazioso, cosa si può desiderare di più?

Caratteristiche

• Lunghezza 14,40 m

• Larghezza 4,45 m

• Pescaggio 2m10

• Peso 14 t

• Motore 70 cavalli

• Capacità carburante 250L

• Capacità acqua 800L

Comfort

• Acqua calda

• Doccia interna ed esterna

• 2 WC

• Frigorifero

• 3 fornelli (gas)

• Forno

• Autoradio

• Annesso + motore

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L’articolo di collaudo dell’imbarcazione è stato redatto da François Meyer.

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