Home Come comprare/vendere una barca Prova Barca: Cyclades 39.3

Prova Barca: Cyclades 39.3

da Aurélie Renier

La serie dei Beneteau Cyclades, fabbricati tra il 2005 e il 2008, era stata pensata da Beneteau per rispondere alle esigenze di una clientela rappresentata dalle società armatrici specializzate nel noleggio di barche. Senza lesinare sulla qualità della costruzione e delle attrezzature, alcuni trucchi tratti dalle buone pratiche dei locatori la rendono un’imbarcazione spaziosa, intelligente e piacevole per la navigazione. Il Cyclades 39.3, realizzato sulle orme dell’Oceanis 393, della stessa epoca, non ha nulla da invidiargli, tenendo conto del suo prezzo più contenuto.

Un 12 m di 11,97 m, perfetto per i prezzi degli ormeggi al porto!

Armato di uno sloop in testa, questo 39 piedi offre una lunghezza fuori tutto appena inferiore a 12 metri con un baglio massimo di quasi 4 m. Con il suo bordo ampio e i due timoni a ruota, il Cyclades 39.3 ha un’aria fiera fin dal molo. La postazione del timone situata a tribordo dispone dei comandi motore e del pilota automatico (Raymarine ST6002) mentre quella di babordo riprende le strumentazioni (Raymarine ST60). Il tracciatore di rotta GPS Raymarine C80 si trova sul montante del tavolo.

Parliamone, di questo tavolo: impossibile non vederlo (senza essere ingombrante), può accogliere comodamente 8 adulti. Questo è già un punto a suo favore, odio stare stretti a tavola!

Una pianta del ponte classica

Due grossi winch (Harken Self Tailing diametro 40) sono collocati vicino al timoniere, consentendogli di manovrare da solo le scotte del genoa, mentre altri due (Harken, Self Tailing diametro 32), situati più classicamente sul roof, riprendono le drizze, le borose dei terzaroli e la scotta della randa. La posizione del timone è buona, anche se è meglio non essere troppo bassi per poter timonare da seduti (io sono alto 1,92 m). Incamminandomi verso prua, incrocio una manica a vento orientabile, utile sotto i tropici. In avanti un gavone dell’ancora, un verricello elettrico e un musone di prua inox trasudano solidità.

Dei comandi rinviati sul roof

L’albero e il boma sono in alluminio anodizzato, le uscite dei cavi in inox. La randa, semisteccata, dispone di due terzaroli semi-automatici e di due cunningham. L’amantiglio torna all’albero su una galloccia: non proprio praticissimo, ma niente di grave. Tutte le manovre che vengono dal piede dell’albero sono rinviate su dei bozzelli sul roof. Il genoa, 110%, è montato su un avvolgifiocco Profurl con 2 rinvii per la sua borosa e torna anche sul roof. La manovra fissa è di tipo morbido discontinuo, con uno strallo, un doppio paterazzo con tenditore e delle sartie basse. Lazy-Jack e Lazy-Bag completano il quadro.

Un mobilio di qualità identica, dal 39 al 50 piedi!

Scendendo all’interno si scoprono i rivestimenti in legno (Alpi) color ciliegio (abbastanza chiare), la cucina a babordo in lunghezza e una curiosa panca senza schienale nel passaggio verso la cabina anteriore. Il quadrato non è enorme, ma non preferiamo cenare “al fresco” anziché all’interno? Piccola nota stonata per la cucina, che non prevede alcun piano di lavoro al di fuori della superficie piana del frigo. Il mobilio è di buona fattura e vengo a saperne di più sulla standardizzazione: tutti gli elementi del mobilio sono standardizzati sui Cyclades; in base alla lunghezza si guadagnano uno o due mobili di stivaggio supplementari, ma tavolo da carteggio, quadrato e mobili da cucina rimangono identici.

L’altezza sotto baglio è sufficiente per me, ma io sono abituato ad abbassare la testa! La versione provata presenta due bagni e tre cabine sobrie e dotate di uno spazio di stivaggio relativamente ampio.

Viva le pulizie

Un dettaglio mi colpisce: l’assenza di angoli e recessi. È come se l’allestimento interno fosse stato studiato per facilitare le pulizie. Questa impressione sarà confermata al ritorno effettuando da solo la pulizia dell’intera imbarcazione in un’ora e mezza precisa, cronometro alla mano! Questo dettaglio faceva parte del capitolato? Mistero, ma è estremamente pratico. Le due cabine posteriori sono di misura simile, con la punta anteriore, come spesso accade, sconsigliabile ai grandi. Sotto i sedili del quadrato scopro lo scaldabagno da 25 L, che potrebbe essere sostituito da un modello più importante.

I fusibili sono installati con il relè del verricello nella cabina posteriore a babordo dove scopro, sotto il letto, un’unica batteria di servizio. Da 140 Ah, sì, ma sola, soprattutto dato che le luci sono montate con lampadine a incandescenza.

Issiamo le vele!

Stasera il tempo è splendido alla partenza da English Harbour verso le Isole Vergini Britanniche. Rotta a 100° per approdare ad Anguilla domani mattina. Dopo aver lascato il lazy-jack dalla base dell’albero, posso issare la randa, mentre il mio amico Tomek mantiene la barca sopravento. Questa operazione viene svolta in un batter d’occhio, poi è il turno del genoa, dopo aver spostato la posizione del gioco di scotte ed essermi fracassato la testa contro il bimini balzando in avanti! Efficace contro il sole, questo lungo bimini, ma poco pratico per accedere rapidamente alla parte anteriore. Infine, con 12-15 nodi di vento a 330°, la barca si piega sul fianco per una lunga andatura sottovento da cui non si muoverà più. La barca è equilibrata e tiene molto bene il passo, al centro dei canali tra le isole, nel mare agitato a seguito di una depressione tropicale passata da queste parti 48 ore fa. Stranamente, si sta più comodi sul bordo piatto sopravento che sul sedile al timone. Là il comfort non è ottimale, con un pezzo di paterazzo come schienale… In piedi si sta molto meglio!

Non ci sposteremo più dal bordo prima di giungere a destinazione, salvo durante una violenta tempesta che ci permetterà di testare a dimensioni naturali la reale tenuta dei due terzaroli sotto una doccia calda! Tutto andrà a meraviglia, ma il motore (yanmar 40 cavalli sulla linea d’asse) si bloccherà, con il filtro del gasolio intasato dal rimescolamento del serbatoio dovuto al moto ondoso, per poi ripartire senza problemi una volta ripulito quest’ultimo.

Conclusione

Semplice ed efficace Queste due parole descrivono meglio di un lungo paragrafo l’impressione globale su questa barca che offre un eccellente rapporto qualità-prezzo. Spazioso all’esterno, astuto e solido, dotato di finiture interne di una qualità tale da far impallidire alcune produzioni dell’anno, il Cyclades 39.3 è una scelta intelligente…Gli manca solo un pack batterie di servizio migliore e un impianto eolico o dei pannelli fotovoltaici per potersi affrancare dall’obbligo di fermarsi nei porti affollati della regione. Ma bisogna pur lasciare qualcosa da fare al nuovo proprietario!

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L’articolo di collaudo dell’imbarcazione è stato redatto da François Meyer.

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